Contratto di vendita auto tra privati: cosa deve contenere
Tra privati la vendita è valida con l'accordo scritto, ma il passaggio di proprietà si perfeziona solo con l'autentica della firma e la trascrizione al PRA. Ecco i dati che non possono mancare e i termini da rispettare.
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Il contratto di vendita di un'auto tra privati è valido non appena le parti si accordano su veicolo e prezzo (artt. 1470 e ss. c.c.), ma da solo non trasferisce l'intestazione: per quella servono l'autentica della sottoscrizione e la trascrizione al Pubblico Registro Automobilistico. Il documento scritto serve a fissare stato del mezzo, garanzia e pagamento — cioè tutto ciò su cui si litiga dopo.
I dati che devono comparire
Un contratto incompleto non è nullo, ma diventa inutilizzabile proprio quando serve. Metta per iscritto:
- Le parti: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, codice fiscale di venditore e acquirente. Il codice fiscale è quello che l'ufficio richiede per l'autentica.
- Il veicolo: marca, modello, targa, numero di telaio, anno di prima immatricolazione, chilometraggio letto al contachilometri, alimentazione, colore, scadenza della revisione.
- Il prezzo in cifre e in lettere, con la modalità di pagamento: contanti (attenzione al limite di legge sull'uso del contante), bonifico, oppure pagamento rateale.
- La data e il luogo della consegna, perché da quel momento passano i rischi (art. 1465 c.c.).
- Lo stato del veicolo e l'eventuale clausola sulla garanzia per vizi.
- La dichiarazione sul chilometraggio e su fermi amministrativi, ipoteche o vincoli: la loro assenza va dichiarata, non sottintesa.
Il numero di telaio è il dato che identifica il mezzo in modo univoco: la targa cambia, il telaio no. Se la targa scritta nel contratto e quella del libretto non coincidono, l'autentica si blocca.
La garanzia per vizi: cosa può escludere e cosa no
Tra due privati non si applica la garanzia di conformità del Codice del consumo — quella vale solo se il venditore è un professionista. Resta però la garanzia per i vizi della cosa venduta dell'art. 1490 c.c.: il venditore risponde dei difetti che rendono il veicolo inidoneo all'uso o ne diminuiscono il valore in modo apprezzabile.
Il secondo comma dello stesso articolo consente di escluderla per patto, ed è la clausola che quasi tutti i moduli chiamano «vista e piaciuta». Ha però un limite netto: l'esclusione non ha effetto se il venditore ha taciuto in mala fede i vizi che conosceva. Chi vende sapendo del cambio che slitta e lo tace non si salva con la clausola.
Da ricordare anche i termini dell'art. 1495 c.c.: l'acquirente decade dalla garanzia se non denuncia i vizi entro otto giorni dalla scoperta, e l'azione si prescrive in un anno dalla consegna.
Il pagamento a rate
Se il prezzo viene dilazionato, la tutela del venditore è la riserva di proprietà (art. 1523 c.c.): l'acquirente diventa proprietario solo con il pagamento dell'ultima rata, pur assumendo i rischi dalla consegna. Attenzione all'art. 1525 c.c.: il mancato pagamento di una sola rata che non superi l'ottava parte del prezzo non consente di risolvere il contratto, anche se le parti hanno pattuito il contrario.
Autentica della firma e trascrizione al PRA
Il passaggio di proprietà richiede due passaggi distinti:
- Autentica della sottoscrizione del venditore, presso uno Sportello Telematico dell'Automobilista (ACI/PRA o agenzia di pratiche auto), il Comune o un notaio. L'autentica in Comune costa il bollo e i diritti di segreteria; lo STA fa autentica e trascrizione in un unico accesso.
- Trascrizione al PRA e aggiornamento del documento di circolazione, con pagamento dell'imposta provinciale di trascrizione (IPT), variabile per provincia e potenza del veicolo.
La richiesta di trascrizione va presentata entro sessanta giorni dall'autentica (art. 94 del Codice della Strada); oltre quel termine è prevista una sanzione amministrativa. Le spese, salvo accordo diverso, sono a carico dell'acquirente.
Per i veicoli immatricolati dal 2021 il certificato di proprietà cartaceo non esiste più: c'è il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà, che riporta anche i dati di proprietà. Per i mezzi più vecchi può esserci ancora il CDP digitale, e il venditore consegna il libretto.
Cosa fare subito dopo la firma
- Conservi una copia del contratto firmato e la ricevuta del pagamento.
- Verifichi, dopo qualche giorno, che il PRA risulti aggiornato: finché l'intestazione resta la sua, i verbali e il bollo continuano ad arrivarle. La visura si richiede online.
- Se l'acquirente non trascrive, il venditore ha interesse a sollecitarlo per iscritto: il contratto con data certa è la prova che il veicolo era già stato consegnato.
Domande frequenti
Il contratto scritto trasferisce da solo la proprietà al PRA?
No. Il contratto documenta l'accordo tra le parti, ma l'intestazione richiede l'autentica della firma del venditore e la trascrizione al PRA.
La formula «vista e piaciuta» elimina ogni responsabilità?
No. Può limitare la garanzia per vizi tra privati, ma non protegge il venditore che ha taciuto in mala fede difetti che conosceva.
Chi paga il passaggio di proprietà?
Di regola le spese sono a carico dell'acquirente, salvo che venditore e compratore stabiliscano diversamente nel contratto.
Il modulo
Un modulo generico scaricato dal web di solito manca proprio dei punti sopra: telaio, clausola di esclusione della garanzia con il limite della mala fede, riserva di proprietà, ripartizione delle spese di trascrizione.
→ Contratto di compravendita di veicolo usato — modello guidato, PDF e Word, pagamento una volta sola. Vedi anche la guida al contratto.
Approfondimento collegato: diffida ad adempiere o messa in mora, se dopo la consegna il prezzo non arriva.