Dimissioni senza preavviso: quando si può e quanto costa

Le dimissioni senza preavviso sono legittime solo per giusta causa, in prova o con esonero concordato. Negli altri casi il datore trattiene l'indennità sostitutiva dalle competenze finali.

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Si possono dare le dimissioni senza preavviso in tre casi: per giusta causa ai sensi dell'art. 2119 c.c., durante il periodo di prova, oppure con esonero concordato con il datore di lavoro. Fuori da queste ipotesi il recesso immediato resta valido — nessuno può costringerla a lavorare — ma il datore ha diritto all'indennità sostitutiva del preavviso e può trattenerla dalle somme di fine rapporto (art. 2118, comma 2, c.c.).

Quanto costa lasciare senza preavviso

L'indennità corrisponde alla retribuzione che le sarebbe spettata per il periodo di preavviso non lavorato. Se il suo CCNL prevede due mesi di preavviso e lei se ne va subito, l'azienda può trattenere l'equivalente di due mensilità dalle competenze finali: TFR, ferie non godute, tredicesima pro quota. Se le somme dovute non coprono l'importo, la differenza resta un credito che il datore può richiedere.

Da qui una conseguenza pratica che spesso sorprende: il conto delle ferie residue non basta a coprire il preavviso. Godere le ferie e poi dimettersi non equivale a preavvisare, e in molti CCNL le ferie fruite durante il preavviso ne sospendono il decorso anziché consumarlo. Verifichi il testo del contratto collettivo prima di fare calcoli.

La giusta causa: cosa la integra davvero

La giusta causa richiede un fatto che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto. La giurisprudenza vi ha ricondotto, tra gli altri, il mancato o reiteratamente tardivo pagamento della retribuzione, il mancato versamento dei contributi, il demansionamento significativo, le molestie e le condotte vessatorie, la violazione grave delle norme di sicurezza, la richiesta di prestazioni illecite.

Non integrano di per sé la giusta causa: un ambiente sgradevole, un rapporto teso con il responsabile, un aumento negato, il carico di lavoro elevato, un trasferimento legittimo.

Tre regole operative:

  1. Circostanzi i fatti nella lettera: date, importi, comportamenti specifici. Una formula generica ("per giusta causa") non regge in contestazione.
  2. L'onere della prova è suo. Prima di dimettersi raccolga buste paga non pagate, email, segnalazioni scritte, eventuali diffide.
  3. Non aspetti troppo. Un ritardo eccessivo nel reagire indebolisce la tesi dell'impossibilità di proseguire il rapporto.

Se la giusta causa non viene riconosciuta, il risultato è quello del recesso ordinario senza preavviso: indennità sostitutiva a suo carico.

Giusta causa e NASpI

È la differenza economica più rilevante. Le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI, mentre le dimissioni per giusta causa sono ricondotte alla disoccupazione involontaria e possono dare accesso all'indennità, previa presentazione della domanda e valutazione dell'INPS, che chiede di documentare i fatti allegati. Anche qui la qualificazione dipende dalla prova: dichiarare la giusta causa senza documenti significa, di regola, restare senza preavviso pagato e senza NASpI.

Un secondo caso di dimissioni con diritto all'indennità è quello delle dimissioni nel periodo tutelato di maternità, con le regole e i limiti temporali previsti per quella fattispecie.

Il periodo di prova

Durante la prova il recesso è libero per entrambe le parti e non richiede preavviso, salvo che il contratto individuale o il CCNL ne prevedano uno minimo. Resta però obbligatoria la procedura telematica di comunicazione delle dimissioni: la libertà riguarda il preavviso, non la forma.

L'esonero concordato: la via più semplice

Se ha già trovato un altro impiego e la data non coincide con il preavviso, la soluzione più pulita non è il conflitto ma l'accordo: chieda per iscritto al datore l'esonero, totale o parziale, dal preavviso, precisando se l'indennità è dovuta o rinunciata da entrambe le parti. Molte aziende accettano, soprattutto se il passaggio di consegne è ordinato. Metta l'accordo per iscritto: senza traccia, l'esonero verbale sparisce esattamente quando serve.

Cosa scrivere nella lettera

Qualunque sia la strada, la lettera deve dire in modo esplicito su quale base non c'è preavviso: giusta causa con i fatti descritti, prova, o esonero concordato con la data dell'accordo. Il nostro modello gestisce le tre varianti, richiede la motivazione quando dichiara la giusta causa e le ricorda che le dimissioni sono efficaci solo dopo la trasmissione telematica.

Lettera di dimissioni

Vedi anche: dimissioni telematiche passo a passo.

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